Stagione teatrale

Stagione teatrale

Venerdì 22 novembre

STANNO TUTTI MALE

Studio collettivo sull’infelicità individuale
di e con Riccardo Goretti, Stefano Cenci e Lorenzo Urciullo
musiche originali dal vivo di Colapesce
produzione Teatro Metastasio e laCoz

“Sto male.” Può voler significare “sto davvero male”, un dolore fisico persistente che non passa, un problema reale, o anche un disagio mentale, un attacco di panico, altrettanto reale. Può voler significare “non mi sento al 100%”, ma neanche al 50, ma a volte neanche al 10. Può voler significare “ho mangiato troppo”, “ho bevuto troppo”, “ho dormito troppo”… oppure anche troppo poco. Addirittura può voler significare “questa cosa mi fa davvero ridere”. Pensate voi. Ci sono domande importanti dietro il piccolo spunto iniziale di questo lavoro: “La nostra società sta bene o sta male? E i singoli individui stanno bene o male? È poi possibile che stiano bene gli individui di una società che sta male?”. Ma a queste domande non ci interessa dare una risposta. Noi ci sentiamo più che altro dei ritrattisti, anzi forse caricaturisti, ci interessa dar voce a questo benedetto uomo contemporaneo, sentire in cosa crede, di cosa ha paura, cosa lo fa stare bene e cosa male e possibilmente riderne, riderne molto, smisuratamente. Perché c’è davvero bisogno per tutti – checché se ne dica – di ridere come bambini, anche senza motivo, di riderci addosso, perché alla fine si vede… stanno tutti male.

Riccardo Goretti ha lavorato con noti artisti della scena nazionale, tra cui anche Silvio Orlando e Lucia Calamaro, collaborando con strutture produttive come TSU Stabile dell’Umbria, Festival Romaeuropa, Volterra Teatro, Armunia, L’Arboreto di Mondaino. Ha partecipato a tournées nazionali e internazionali toccando anche il Festival d’Automne di Parigi.

Stefano Cenci è un attore, regista e autore di teatro. Collabora regolarmente col Teatro Due – Teatro Stabile di Parma, partecipando a numerosi allestimenti e tournées. Fra le altre collaborazioni si ricorda quella con Armando Punzo, direttore artistico del VolterraTeatro Festival con cui realizza vari spettacoli, prodotti da strutture come il Metastasio di Prato e La Biennale di Venezia, più volte premiati con l’Ubu.

Colapesce, nome d’arte di Lorenzo Urciullo. Ha pubblicato l’Ep Colapesce nel 2010, e l’album Un meraviglioso declino nel 2012, premiato con la Targa Tenco per la migliore opera prima e con il P.I.M.I. per il migliore esordio. Nel febbraio del 2015 esce il suo nuovo album,  Egomostro,  da cui vengono estratti i singoli Maledetti italiani e Reale. Hanno parlato di lui fra i migliori musicisti italiani quotidiani come Le Monde e il Guardian.

 

 

 

Sabato 30 novembre

LAMPEDUSA è UNO SPIFFERO

L’Immigrazione – Lampedusa – l’Occidente – la Caponatina
di Norma Angelini e Fabio Monti
con Fabio Monti
video Norma Angelini
produzione EmmeA’ Teatro
Selezione Premio Extracandoni / Premio Cantastorie Pino Veneziano

“Ridere delle assurdità del mondo. Cercare le contraddizioni. Estremizzarle. E ridere. Ridere”. E questo è il punto: per la sua storia passata, per la sua storia più recente, per la sua posizione geografica, per tutto questo e per molto altro ancora Lampedusa incarna con assoluta evidenza contraddizioni che ci paiono tipiche di tutto l’Occidente. Siamo convinti che interrogando oggi, da artisti, Lampedusa, si possa trovare qualcosa di profondamente rappresentativo, emblematico, dell’Occidente intero.

EmmeA’ Teatro è una compagnia siculo – toscana riconosciuta dalla Regione Toscana, residente a Castiglion Fiorentino (Arezzo). Ha vinto i premi: Pino Veneziano con Lampedusa, il Premio Vigata di Andrea Camilleri come Miglior spettacolo, Miglior Attore, Migliori Musiche Originali con Buttitta, il Premio Nuove Creatività, ETI – Ente Teatrale Italiano con Don Milani senza mito, e la menzione speciale al Premio Storie di lavoro con Schiavi in mano!.

 

 

 

Sabato 28 dicembre

EDITH PIAF

Hymne à l’amour
Lyric Dance Company
direzione artistica Alberto Canestro

Una voce inconfondibile quella di Édith Piaf, capace di infinite sfumature, da toni aggressivi a inflessioni dolci, venate di tenerezza. Una voce che racconta inquietudine e ribellione e che richiama alla memoria il fascino di una mitica Parigi degli anni ’40 e ’50, nella quale era una diva indiscussa. Una voce che evoca anche memorie dolenti di un’esistenza fragile, piegata dalla vita. Segnata da un’infanzia difficile di miseria e da una serie di drammi, malattie, amori e dipendenze che l’hanno accompagnata fino alla morte. Una vita intensa e infelice che permea ogni accordo delle sue canzoni, arrivando dritta al cuore dell’ascoltatore.
I testi delle sue canzoni rivelano invece una donna capace di essere forte e coraggiosa che dichiara di voler affrontare la vita non lasciandosi travolgere dai rimpianti e dalle scelte sbagliate (Non, je ne regrette rien). Questo ritratto danzato è ispirato alla sua vita tormentata e alle celebri canzoni che hanno reso Édith Piaf un personaggio immortale, capace ancora oggi di provocare sincere emozioni.

Alberto Canestro, diplomato all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, ha collaborato con importanti maestri internazionali. È il fondatore della compagnia Lyricdancecompany, con cui ha realizzato spettacoli presentati a Firenze in strutture come il Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, il teatro Puccini, il teatro Romano di Fiesole. Ha portato inoltre la compagnia in altre sale italiane e a festival internazionali negli Usa e in Svezia.

 

 

 

 

Venerdì 24 gennaio

Matinée per le scuole sabato 25 gennaio

LE OPERE COMPLETE DI SHAKESPEARE IN 90 MINUTI
di Adam Long, Jess Winfield e Daniel Singer
traduzione di Andrea Buzzi
uno spettacolo interpretato e diretto da
Roberto Andrioli, Fabrizio Checcacci, Lorenzo Degl’Innocenti
produzione La Macchina del Suono

Come condensare l’opera omnia di Shakespeare, 37 opere, in 90 minuti? Come raccontare Amleto in 43 secondi? Ci sono riusciti gli autori Adam Long, Jess Winfield e Daniel Singer che hanno visto replicare questa loro originalissima commedia, che ha debuttato nel 1987 al Fringe Festival di Edimburgo, per ben nove anni al Criterion Theatre di Londra, fino a diventare uno degli spettacoli più conosciuti al mondo.  Prodotto da La Macchina del Suono, Le opere complete di William Shakespeare in 90 minuti è una parodia di tutte le opere di William Shakespeare eseguita in forma comicamente abbreviata da tre attori che usano le più svariate tecniche interpretative. Lo spettacolo, veloce e spiritoso, raccomandato per chi ama, ma soprattutto per chi odia Shakespeare, è un’immersione leggera e stravagante nel mondo shakespeariano, un omaggio divertito e divertente al grande drammaturgo. La potenza e la poesia dei suoi versi vengono prevedibilmente meno, ma lo scopo, in fondo, non è altro che quello di divertire il pubblico, incuriosirlo e svelare il lato comico che si cela anche nelle tragedie più cupe.

Roberto Andrioli ha lavorato in numerose produzioni in Italia e all’estero, collaborando oltre che con il Piccolo Teatro di Milano, con la Mama Experimental Theatre Club di New York, il Teatro Metastasio di Prato, il Baltinsky Dom di San Pietroburgo, La Corte Ospitale di Rubiera, L’artistica di Pavia e altre. Artista poliedrico ama lavorare in generi diversi dalla prosa al teatro danza, dal musical alla commedia dell’arte.

Fabrizio Checcacci, cantante, attore e autore, è voce dei Killer Queen (tribute band ufficiale dei Queen), molto attivo nell’ambiente del musical. Ha lavorato, fra gli altri, nella Tosca di Lucio Dalla, in Sister Act, Mamma Mia e Blues legend della Stage Entertainment, nel Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia, in Pinocchio dei Poohe in vari lavori della Walters Produzioni.

Lorenzo Degl’Innocenti ha lavorato in teatro al fianco di Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Franco di Francescantonio, Irene Papas, la Fura dels Baus, Carla Fracci e Beppe Menegatti. Nel 2005 ha vinto un David di Donatello, un Nastro d’argento e ha partecipato al festival di Berlino. In tv, ha interpretato numerose fiction dirette da Vittorio Sindoni, Alexis Sweet, Cristian de Mattheis e Gianfranco Albano. Ha inciso radiodrammi per la RAI e realizzato audio books per varie case editrici.

 

 

 

Giovedì 30 gennaio

DIARIO DI UNA CASALINGA DISPERATA

liberamente ispirato al bestseller Diary of a mad housewife di Sue Kaufman
tradotto e rappresentato col permesso di Russel & Volkening Inc.
con Carla Ferraro e Mauro Santopietro
elementi scenici Paolo Orlandelli
supervisione ai costumi Metella Raboni
aiuto regia Alice Guidi
adattamento e regia di Ferdinando Ceriani

Quante sono le mogli che cercano di assomigliare a quelle fotografie dei rotocalchi con la donna di casa che si sveglia al mattino, prepara la colazione, scarica la sua nidiata davanti alla scuola per precipitarsi, di nuovo, a casa a passare la lucidatrice sull’immacolato pavimento della cucina? Milioni, forse, ma poche sono le donne che in quel modello possono e vogliono riconoscersi. Tra queste la Bettina Balser di questa storia. A cinquant’anni dall’uscita del romanzo di Sue Kaufman, la sua voce rimane sorprendentemente aggressiva, profonda, ironica e politicamente incorrect. In una messinscena che dà ampio spazio alla fantasia e al grottesco, Bettina Balser torna a parlarci di sé, delle sue nevrosi e del suo rapporto con gli uomini, il marito, l’amante, lo psicologo, tutte facce di un unico corpo: quello del maschio secolare che, da sempre, tenta di relegare la donna in un ruolo di secondo piano.

Regista e responsabile artistico di numerosi festival, Ferdinando Ceriani inizia, dal 2001, un lungo sodalizio di lavoro con il Maestro Maurizio Scaparro che da allora lo ha sempre voluto con sé come regista assistente dei suoi spettacoli. Ha diretto artisti come Valeria Moriconi, Giulia Lazzarini, Valentina Cortese, Mariano Rigillo. Ha presentato i suoi lavori in teatri e festival internazionali in paesi come Grecia, Spagna, Israele, Marocco.

Carla Ferraro, dopo il diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, ha lavorato a lungo con Lorenzo Salveti. In seguito ha partecipato a importanti produzioni dirette da registi come Piero Maccarinelli e Maurizio Scaparro. Con Ferdinando Ceriani ha interpretato vari spettacoli fra cui Salonicco 43 con Massimo Wertmuller per la Biennale di Venezia Teatro.

Mauro Santopietro, attore e drammaturgo, formatosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, come interprete ha collaborato con produzioni di Teatri Stabili e compagnie private, dirette tra gli altri da Giles Smith, Luca Barbareschi, Daniele Abbado, Giancarlo Sepe. Ha lavorato spesso anche al cinema e in televisione, con registi come Angelo Longoni, Riccardo Donna, Vittorio De Sisti e Alberto Capone.

 

 

 

Venerdì 14 febbraio

Matinée per le scuole sabato 15 febbraio

I DIALOGHI DEGLI DEI
uno spettacolo di Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano

Due delle più grandi realtà del teatro contemporaneo italiano, I sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica,  si confrontano con I Dialoghi degli Dei di Luciano, lo scrittore e retore greco, di origine siriane, nato a Samosata nel 125 d.C.. Si tratta di un divertissement squisitamente letterario, che attinge dal patrimonio della mitologia, per offrire un affresco originale, ironico e sorprendentemente quotidiano della cosmogonia classica. Gli scontri “familiari” tra Zeus e Era, le continue lagnanze per le malefatte di Eros, i pettegolezzi tra Dioniso, Ermes ed Apollo resistono alla sfida del tempo, continuando a farci sorridere, ergendosi anzi a modello di molti meccanismi  che animano la commedia moderna. È sorprendente come, a distanza di secoli, questi Dialoghi continuino ad “intrattenere” l’ascoltatore: queste deliziose miniature, cesellate in un fraseggio agile ed arguto, continuano ad essere “discorsi per far passare il tempo”.

I Sacchi di Sabbia si sono distinti sul piano nazionale, ricevendo importanti riconoscimenti per la particolarità di una ricerca improntata nella reinvenzione di una scena popolare contemporanea.  Fra questi, il premio Eti Il debutto di Amleto (2000 e 2001), il Premio Speciale Ubu (2003), il Premio della Critica  (2011) e il Premio Lo Straniero (2016).

Regista e studioso, Massimiliano Civica ha vinto tre volte il Premio UBU per la miglior regia (2008, 2015 e 2017), nonché altri riconoscimenti come il Premio Vittorio Mezzogiorno (2009), il Premio Lo Straniero e il Premio Hystrio-Associazione Nazionale Critici Teatrali. È consulente artistico del Teatro Metastasio di Prato.

 

 

 

Venerdì 21 febbraio

KARMAFULMINIEN – FIGLI DI PUTTINI

uno spettacolo presentato da Generazione Disagio e Fondazione LuzzatiTeatro della Tosse
di e con Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Luca Mammoli
regista e co-autore Riccardo Pippa
scene Anna Maddalena Cingi
costumi Daniela De Blasio, Anna Maddalena Cingi
luci Danilo Deiana
produzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse

Dopo il grande successo di Dopodiché stasera mi butto, il collettivo Generazione Disagio riparte da quella preghiera nichilista recitata dai protagonisti alla fine del precedente lavoro e invia sul palcoscenico tre angeli. Aggressivi, pessimisti, cinici e caustici, si presentano agli umani come angeli 3.0 incarnazione della spiritualità moderna. Vengono subito identificati come creature funzionali alle esigenze terrene, esseri a cui votarsi per raggiungere la realizzazione dei propri desideri. Uno spettacolo comico con un ritmo incalzante, che fa ridere dall’inizio alla fine, spesso in maniera amara dei difetti della società. Un lavoro che ragiona sulla mercificazione del culto attraverso gadget che hanno poco di spirituale e molto di marketing e sulla pornografia dei sentimenti attraverso un’iconografia che spesso imbarazza. Lo spettacolo come nel precedente si poggia sulla collaborazione del pubblico che verrà coinvolto e diventerà protagonista a sua volta della storia e come cifra stilistica usa un’estetica kitsch che richiama le icone sacre acquistabili nei mercatini delle grandi città mischiate ai simboli della cultura popolare.

Generazione Disagio è un collettivo informale creatosi nel 2013 dall’incontro di Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Luca Mammoli, Alessandro Bruni Ocana e Riccardo Pippa. Dopo essersi conosciuti alla Civica Scuola D’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, percorrono strade che li portano a collaborare con diverse e importanti realtà del panorama teatrale nazionale. Anni dopo si ritrovano su proposta di Enrico Pittaluga, e a partire da una sua idea, danno vita collettivamente allo spettacolo Dopodiché stasera mi butto.

Enrico Pittaluga, attore e autore, ha lavorato con Dario Fo e Carmelo Rifici con il Teatro Stabile di Bolzano e collabora con la compagnia Proxima Res, la Scuola Paolo Grassi, il Teatro della Tosse ed è mimo selezionato presso il Teatro alla Scala. Ha recitato in film come Qualunque cosa succeda, Un mondo nuovo, Altri Tempi regia di Marco Turco e nella serie Non uccidere. Ha all’attivo anche numerose sit-com e web serie.

Graziano Sirressi ha recitato nel Misantropo per la regia di Antonio Mingarelli; in Franco Quinto – Commedia di una Banca per la regia di Lorenzo Loris; Molto rumore per nulla per la regia di Riccardo Mallus. Ha recitato anche con Dario Fo nella lettura scenica La figlia del Papa. In tv lavora come attore in Crozza nel paese delle meraviglie.

Luca Mammoli ha recitato a vari cortometraggi tra cui Umbra Virtus F.C. con Filippo Timi, co-prodotto da Sky. Ha partecipato al premio nazionale delle Arti al Festival dei 2Mondi di Spoleto 2011. Ha lavorato con Maurizio Schmidt (Colombo, La Mandragola, Sogno di una notte di mezza estate), Massimo Navone (Otello, La Regina Margò ) e Marco Plini (Ifigenia in Aulide, Himmelveg, La Serra).

 

 

 

(Giovedì 5 marzo)

ATTENZIONE!

Lo spettacolo è spostato a VENERDI’ 6 MARZO

OLEANNA

di David Mamet
con Francesco “Bolo” Rossini, Elisa Menchicchi
regia Emiliano Bronzino
assistente alla regia e organizzazione Samuele Chiovoloni

John, è un brillante professore universitario che riceve nel suo studio Carol, una studentessa scontenta, convinta della propria stupidità. L’insegnante cerca di essere comprensivo, di aiutarla; preso da problemi personali finisce col fare qualche affermazione potenzialmente ambigua. Una conversazione “normale” si trasforma in una vera e propria accusa: maschilismo, razzismo, molestie sessuali. Il professore, impotente, assiste al ribaltamento del proprio status, allo stravolgimento delle proprie certezze, di quelle sicurezze su cui ha costruito la propria vita: gli affetti, una certa agiatezza, il lavoro. Un testo che inchioda e in cui le due parti si scambiano e si invertono. Grazie a un uso magistrale della parola, della bugia o del semplice vissuto personale, Mamet taglia in due l’analisi della dinamica del potere, del controllo. Più attuale che mai, oggi questo testo, in un periodo in cui “casi” sempre nuovi di “sexual harrassment”, di violenza, di mobbing, in tutte le sfere della società, si moltiplicano e fanno il giro del mondo.

David Mamet è forse il più noto drammaturgo vivente americano. Molto attivo anche come sceneggiatore e regista cinematografico, è stato nominato due volte agli Oscar (per Il Verdetto e Sesso & potere). Con il suo testo Glengarry Glen Ross, che fu interpretato in teatro da Al Pacino, vinse il Premio Pulitzer. Quest’anno John Malkovich ha portato in scena Bitter Wheat, ispirato al caso Weinstein.

Emiliano Bronzino è il direttore artistico del Festival Asti Teatro, ha firmato varie regie per strutture come il Piccolo di Milano, il teatro Greco di Siracusa. Ha lavorato a lungo come regista assistente di Luca Ronconi, in circa trenta produzioni, e ha collaborato con moti altri registi italiani ed europei, tra cui Robert Carsen, Myriam Tanant, Guido Ceronetti, Massimo de Francovich, Juli Leal, Glauco Mauri.

Francesco “Bolo” Rossini, attore e regista perugino, spazia dal classico all’avanguardia, dalla ricerca al cabaret d’autore. A partire dagli anni Novanta, ha collabora a lungo con Luca Ronconi. Per il cinema, ha lavorato con numerosi registi tra i quali Liliana Cavani, Dario Argento e Pupi Avati, in televisione è presente in alcuni serial come Elisa di Rivombrosa, La Squadra, R.I.S..

Elisa Menchicchi ha lavorato con artisti come nomi quali Romeo Castellucci, Alfonso Santagata, Massimo Belli, Giancarlo Fares, Federico Vigorito, Angelo Libri. Ha lavorato per cinque anni come attrice e assistente alla regia della compagnia Ricci/Forte. Per la televisione è comparsa in Provaci ancora Prof, Amore Criminale e Catch 22, per la regia di George Clooney. Al cinema in Imma, e in Corsa a Termine.

 

 

 

Sabato 28 marzo

SETTANTA VOLTE SETTE

drammaturgia originale Controcanto Collettivo
ideazione e regia Clara Sancricca
con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Clara Sancricca
voce fuori campo Giorgio Stefanori
scenografia e costumi Controcanto Collettivo con Antonia D’Orsi
disegno luci Cristiano Di Nicola
una produzione Controcanto Collettivo in coproduzione con Progetto Goldstein con il sostegno di Straligut Teatro, Murmuris, ACS – Abruzzo Circuito Spettacolo, Verdecoprente Re.Te. 2017

Settanta volte sette racconta la vita di due famiglie i cui destini s’incrociano in una sera. Racconta del rimorso che consuma, della rabbia che divora, del dolore che lascia fermi, del tempo che sembra scorrere invano. Eppure racconta anche la possibilità che il dolore inflitto e il dolore subito parlino una lingua comune, che l’empatia non sia solo un’iperbole astratta e che l’essere umano, che conosce il contagio del riso e del pianto, dietro la colpa possa ancora riconoscere l’uomo. “Il nostro collettivo affronta il tema del perdono e della sua possibilità nelle relazioni umane – dice la regista – nella sua gloriosa storia questo concetto ci sembra essere giunto ad un inglorioso epilogo, che lo vede soccombere alla logica della vendetta. Eppure il perdono protesta per innescare pensieri diversi, per aprire a logiche nuove; protesta contro l’assunto che al male vada restituito il male. Ci ricorda che dentro la ferita, dentro la memoria del male subito e al di là di ogni convenienza, esiste la possibilità di un incontro”.

Collettivo Controcanto è una compagnia teatrale romana, nata nel 2010 per volontà e urgenza di una regista trentenne e di un gruppo di giovanissimi attori. Nel novembre del 2011 debutta Felici tutti, dedicato al tema dei migranti. Nel 2013 porta in scena NO – una giostra sui limiti dei limiti imposti, opera ironica e dissacrante dedicata al concetto di divieto (premio della critica al Roma Fringe Festival del 2014). Con lo spettacolo Sempre Domenica, ispirato al tema del lavoro, viene premiata da In-Box e Dominio Pubblico.

 

 

 

Sabato 4 aprile

GLI ULTIMI SARANNO GLI ULTIMI

di Massimiliano Bruno
con Gaia Nanni e Gabriele Doria
regia Marco Contè
consulenza artistica Gianfranco Pedullà
produzione Teatro popolare d’arte

Un’operaia incinta si ritrova disoccupata alla vigilia del parto. La donna è disperata e la sua reazione è improvvisa: irrompe sul posto di lavoro e prende in ostaggio la responsabile del suo licenziamento. Una vicenda vissuta tutta in una notte, in cui si incrociano i destini di uomini e donne normalmente distanti tra loro: una fredda dirigente d’azienda piegata alle leggi di mercato, un’ingenua poliziotta di provincia, un transessuale sarcastico e disilluso, una saggia donna delle pulizie fissata con le canzonette e un bambino che sta per nascere… e se decidesse di venire al mondo proprio quella notte? Una sola attrice in scena interpreta tutti i protagonisti di questa storia in un monologo esilarante e dissacrante. Un autentico capolavoro tragicomico, figlio dei nostri tempi, pronto a sorprendervi commossi e divertiti.

Gaia Nanni ha recitato in teatro con registi come Gianfranco Pedullà, Paolo Santangelo, Paolo Biribò. Fra i suoi successi La meccanica dell’amore, di Alessandro Riccio, La Commedia di Candido di Stefano Massini. Recentemente ha lavorato al cinema con Leonardo Pieraccioni in Se son rose.

Massimiliano Bruno è uno sceneggiatore, commediografo, attore e regista cinematografico e teatrale. Autore e regista di Nessuno mi può giudicare, Viva l’Italia, Confusi e felici, Gli ultimi saranno ultimi, Beata ignoranza e Non ci resta che il crimine (di cui è in programmazione un sequel).

Attivo come attore, drammaturgo e regista, Marco Conte lavora in teatro e cinema. Sul grande schermo ha partecipato regolarmente ai vari film di registi come Paolo Virzì e Davide Marengo, lavorando poi con molti altri artisti fra cui Leonardo Pieraccioni. Per il teatro ha interpretato numerosi spettacoli e firmato la regia di circa venti lavori.

 

 

 

Campagna abbonamenti e biglietti

Dal 20 ottobre al botteghino e on line su www.ticketone.it.

Al botteghino le sottoscrizioni saranno inoltre disponibili tutti i venerdì, dal 25 ottobre al 22 novembre (escluso il 1 novembre), dalle 15 alle 18. I

Abbonamento 10 spettacoli: 80 euro (intero), 50 euro (ridotto under 35 e over 65).

Card da 6 ingressi: 60 euro (intero),  48 (ridotto)

Biglietti: 6 / 8 / 10 / 12 euro.

Per info si può visitare il sito web www.teatropinsuti.it o telefonare allo 0574603376.